La Combriccola torna in scena al Teatro Santa Teresa
NAPOLI (Di Anna Calì) – Il teatro come occasione di divertimento, strumento di solidarietà e luogo di aggregazione, ma anche come patrimonio da difendere e restituire alla comunità. È questo il messaggio che accompagna il ritorno in scena de La Combriccola, pronta a coinvolgere il pubblico in una nuova avventura sul palcoscenico del Teatro Santa Teresa, in via Nicolardi, sabato 7 e domenica 8 novembre con “Se muori ti sposo”
In programma una commedia divertente che intreccia amore, amicizia e… qualche sorpresa, promettendo momenti di leggerezza e risate. Ma dietro lo spettacolo c’è molto più della voglia di intrattenere il pubblico.
Come da tradizione, infatti, il ricavato sarà devoluto agli amici de La Brigata Solidale, confermando l’impegno della compagnia nel sostenere iniziative dal valore sociale.
Questa volta, però, La Combriccola chiede anche un aiuto speciale al proprio pubblico. Una nuova esperienza, una nuova sala e una trasferta che rappresenta un’occasione importante per continuare a fare teatro, mantenendo vivo quel legame con gli spettatori che si costruisce spettacolo dopo spettacolo. «Quando si prova una nuova avventura, l’aiuto degli amici è necessario», è il messaggio della compagnia, che invita tutti a partecipare: «Accorrete gente, non vi pentirete!».
Accanto all’invito a riempire la sala del Teatro Santa Teresa, La Combriccola lancia un appello che riguarda il futuro culturale e sociale del Vomero e dell’Arenella. Una storia fatta di passione, amicizia e condivisione, che per quasi vent’anni ha avuto come casa il Teatro Immacolata, uno spazio di quartiere cresciuto nel cuore della comunità parrocchiale.
Link alla petizione: https://www.change.org/p/chiedere-la-riapertura-del-teatro-immacolata-a-napoli
Per la compagnia, quel palcoscenico non è stato soltanto il luogo in cui portare in scena commedie e spettacoli, ma una vera famiglia. Un punto di riferimento importante è stato Nicola Salvo, ricordato per la sua dedizione e per la capacità di mettere in relazione le diverse realtà del territorio. Nel corso degli anni, il teatro ha accolto compagnie amatoriali, iniziative benefiche, attività parrocchiali e momenti di incontro, diventando un punto di riferimento per cittadini di tutte le età.
Il Teatro Immacolata era anche la casa dei saggi di fine anno di bambini e ragazzi delle scuole di danza, delle palestre e degli istituti scolastici, oltre che un luogo di svago e socialità per gli anziani del quartiere. Una funzione che andava ben oltre lo spettacolo, contribuendo a costruire relazioni, offrire opportunità di crescita e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Oggi, con il teatro chiuso, quella rete di incontri e attività rischia di disperdersi. «Lasciare quelle porte sbarrate non significa soltanto rischiare che una struttura si deteriori col tempo, ma comporta soprattutto un inesorabile impoverimento culturale e sociale per il nostro quartiere», sottolinea la compagnia nel suo appello.
Da qui la richiesta rivolta alla Curia, alle istituzioni, alla Municipalità e a tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio culturale del territorio: individuare una soluzione concreta che consenta di riaprire il Teatro Immacolata e restituirlo alla cittadinanza.
La vicenda del Teatro Immacolata richiama una questione più ampia, che riguarda il ruolo dei piccoli teatri nella vita delle città. Spesso lontani dai grandi circuiti dello spettacolo, questi spazi rappresentano presìdi culturali insostituibili, capaci di dare voce alle compagnie locali, valorizzare i talenti emergenti e avvicinare al palcoscenico persone che altrimenti avrebbero meno occasioni di vivere direttamente l’esperienza teatrale.
Un piccolo teatro è un luogo in cui si costruiscono legami, si incontrano generazioni diverse e si sperimentano forme di partecipazione che rafforzano la comunità. È uno spazio in cui i bambini possono salire per la prima volta su un palcoscenico, i giovani possono coltivare una passione, gli adulti possono condividere un progetto e gli anziani possono trovare occasioni di incontro. È anche un luogo in cui il teatro amatoriale dimostra di poter essere una risorsa culturale autentica, alimentata dal lavoro volontario, dalla collaborazione e dall’entusiasmo di chi sceglie di dedicare tempo ed energie alla scena.
Chiudere questi spazi significa perdere molto più di una sala: significa ridurre le occasioni di incontro, indebolire le reti associative e privare un quartiere di un luogo in cui riconoscersi. Per questo la loro tutela non può essere considerata una questione secondaria, ma dovrebbe rientrare in una più ampia attenzione alle politiche culturali e alla qualità della vita nei territori.
La Combriccola, intanto, sceglie di continuare a fare la propria parte, portando lo spettacolo in una nuova sede e sostenendo ancora una volta La Brigata Solidale. Il prossimo appuntamento al Teatro Santa Teresa sarà dunque un’occasione per trascorrere una serata all’insegna del divertimento, ma anche per dimostrare concretamente quanto il pubblico possa essere vicino alle realtà teatrali del territorio.
L’invito della compagnia è chiaro: partecipare, sostenere e condividere. E, soprattutto, aiutare a mantenere accesa l’attenzione sul futuro del Teatro Immacolata, attraverso la petizione promossa per chiederne la riapertura.
Perché il teatro non vive soltanto sul palcoscenico, ma nelle persone che lo frequentano, nelle storie che racconta e nelle relazioni che riesce a far nascere. E il messaggio che La Combriccola affida alla comunità: «Il teatro è vita».