A Cardito la cerimonia in ricordo di Lino Romano
Questa mattina, nel Giardino della Legalità nel Plesso Centrale del 1° Circolo Didattico, la cerimonia in memoria del giovane carditese che cadde innocente nel 2012 sotto i colpi della camorra per un tragico scambio di persona, alla presenza del Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, del Sindaco di Cardito, Nunzio Raucci, della Dirigente scolastica Rosa Stabile, dei genitori e della sorella di Lino e dei bambini delle scuole elementari.
«Ricordare Lino significa raccontare ai nostri bambini che la legalità è una scelta quotidiana, e che comincia tra i banchi di scuola. Lino era un operaio di trent’anni, un ragazzo perbene, e un errore crudele di chi si crede padrone della vita degli altri gli ha tolto tutto. I suoi sogni, il suo futuro. Alla sua famiglia dico che non è sola: la comunità le è vicina, e questa mattina lo ha dimostrato con le voci dei più piccoli». Con queste parole il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Cirillo, ha partecipato stamattina alla commemorazione di Pasquale “Lino” Romano, svoltasi nel Giardino della Legalità a lui dedicato nel Plesso Centrale del 1° Circolo Didattico di Cardito.
L’iniziativa, voluta dalla Dirigente Scolastica Rosa Stabile, ha riunito docenti, personale scolastico, il Sindaco di Cardito, Nunzio Raucci, e rappresentanti delle istituzioni attorno ai genitori e alla sorella di Lino, presenti alla cerimonia. Il Vicesindaco ha portato il saluto del Sindaco metropolitano, Gaetano Manfredi, e ha scelto di rivolgersi soprattutto alle bambine e ai bambini, protagonisti della mattinata.
«La giustizia compie il proprio lavoro nei tribunali – ha proseguito Cirillo – mentre la memoria è un compito che appartiene a tutti noi. Ai ragazzi voglio dire: tutti insieme dobbiamo costruire una comunità libera, e fin da piccoli dobbiamo imparare a rispettare il nostro prossimo e le regole del vivere civile, a non voltarci dall’altra parte davanti all’ingiustizia, dobbiamo studiare per migliorare la qualità della vita di tutta la comunità. Il nostro impegno, l’impegno della Città Metropolitana, che rappresenta novantadue comuni, è stare accanto alle scuole, ai docenti, alle famiglie».
Il papà di Lino, Giuseppe: “A volte ci sembra di vivere per finta, ma continuiamo per testimoniare il bisogno di legalità”
Lino Romano, originario di Cardito, fu raggiunto da quattordici colpi di pistola mentre era in auto, a Marianella, poco dopo aver accompagnato a casa la fidanzata. Era un innocente, estraneo alla camorra, vittima di uno scambio di persona. Quella sera del 15 ottobre 2012 i killer, impegnati in una faida, credettero di riconoscere in lui il loro obiettivo. Nel novembre 2013 il Tribunale di Napoli ha condannato all’ergastolo l’esecutore materiale, che in aula ha ammesso le proprie responsabilità. I genitori, Rita e Giuseppe, hanno scelto di non chiudersi nel dolore e di testimoniare verità e giustizia.
«Da quel giorno la nostra vita è cambiata – ha confidato il papà Giuseppe – e ogni giorno non possiamo non pensare a Lino e non tornare a quei momenti. A volte ci sembra di vivere per finta, di andare avanti per inerzia. Tuttavia abbiamo trovato la forza per reagire e per testimoniare la necessità di vivere in condizioni di legalità. Occasioni come queste ci riempiono l’anima e ci consentono di trasformare il nostro dolore in un messaggio di speranza, soprattutto per le giovani generazioni».
I bambini hanno messo in scena un flash mob, ponendo ciascuno sul pavimento un sasso su cui avevano dipinto messaggi di legalità, a formare un giardino di pietre colorato, sulle note di “Le tasche piene di sassi” di Jovanotti, e hanno realizzato dei cartelloni. Su uno di questi si leggeva: “Siamo troppo piccoli per capire, ma abbastanza grandi per scegliere da che parte stare”. Un seme di speranza in un giardino di pietre.